Report II Assemblea nazionale dei soci
Il Terzo Racconto

Mercoledì 19 novembre a Napoli, presso il centro Chikù, sede dell’Associazione chi rom e…chi no, si è svolta la seconda assemblea nazionale dei soci de Il Terzo Racconto. L’assemblea ha avuto inizio alle 11 e si è conclusa alle 16.30. Un momento fondamentale per ritrovarsi, valutare la prima annualità, condividere la visione di senso e le azioni messe in campo. L’assemblea è stata anche l’occasione per programmare il 2026 sul piano d’azione e sugli aspetti gestionali ed organizzativi.
Hanno partecipato 31 organizzazioni socie su 40 aderenti (al 19 novembre ‘25). Ai lavori hanno partecipato 37 persone, a cui si aggiungono alcuni auditori tra cui associazioni interessate ad associarsi, Bruno Mazza per “Un’Infanzia da Vivere” di Caivano (NA) e Emanuele Russo per la Cooperativa “La sorte” di Napoli. 

Presenti all’assemblea: Carlo Borgomeo, L’Orsa Maggiore, Associazione Comunità Progetto Sud, La Paranza, Capovolti, Un Fiore Per la Vita, chi rom e…chi no, Mare Memoria Viva, Consorzio Sale della Terra, IF – ImparareFare, Goel, Al di là dei sogni, Jobel, Dedalus, Consorzio Co.Re, Terra Felix, AQS, Ex Canapificio, Il samaritano ODV, La Solidarietà, Crisi come Opportunità, Il Melograno, Delfini di Terra, Sabiria, Fondazione Giuseppe Ferraro, L’Altra Napoli, Axè Italia, Nova Onlus, Lazzarelle.

Presenti online: Fondazione Domus De Luna (Margherita Loffredo), Inventare Insieme (Francesco Di Giovanni), Clac – Cre.Zi. Plus (Filippo Pistoia);

Il direttivo ha aperto i lavori con la relazione sul primo anno di attività appena svolto, tra visioni e pratiche. 
L’istanza di riunirci nasce urgente da:

  • Consapevolezza del “peso politico” delle azioni che ciascuna organizzazione progetta, realizza, cura e sviluppa nei territori;
  • Evidenze trasformative delle vite e delle opportunità delle persone coinvolte nelle attività;
  • Urgenza di valorizzare quanto le comunità apprendono, sviluppano promuovono;
  • Aprire vertenze ferme e coese sui diritti delle persone
  • Costruire uno spazio di confronto e comune impegno tra gli associati 

Siamo nel tempo di co-costruzione identitaria del nostro gruppo. Se da una parte è indispensabile ampliare la base associativa, per dare più forza alle nostre istanze, dall’altro è necessario partire dalle questioni concrete che attraversano il nostro tempo per realizzare un piano di advocacy.
La nostra associazione vuole sviluppare la visione generativa e di comunità che già le singole organizzazioni promuovono singolarmente tenendo ferma la consapevolezza e determinazione ad agire il cambiamento delle politiche di sviluppo ed inclusione.

La prospettiva è partire dalle evidenze trasformative del nostro agire economico e sociale, dalle opportunità stabili che le nostre organizzazioni testimoniano, dalla forza della presenza e dell’impegno di donne ed uomini che animano le organizzazioni. La forza della nostra esperienza concreta e quotidiana ci sprona ad impegnarci per:

  • rimuovere le cause che generano le situazioni di disagio e di iniquità;
  • portare con energia all’attenzione del decisore pubblico questa postura per innovare le policy;
  • costruire proposte di modifiche strutturali delle politiche pubbliche, a partire dal racconto delle nostre esperienze, segnate da alti livelli di efficacia e di efficienza.
II assemblea nazionale dei soci

Si è passati poi alla relazione sui percorsi attivati e proposte su temi di interesse comune e rilevanza nazionale. 

Angelo Moretti (Consorzio Sale della Terra), che sta coordinando il gruppo lavoro sul tema carceri, ha illustrato lo stato di avanzamento dell’analisi e del percorso al fine di garantire una mappatura qualitativa che possa valutare l’efficienza del lavoro svolto dal gruppo. 

L’assemblea ha iniziato la discussione sulla utilità e sulla efficacia dei percorsi di advocacy dell’associazione sul tema dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute. Molti interventi hanno confermato l’esigenza e la disponibilità a sistematizzare l’azione di advocacy a partire da quanto già ampiamente sperimentato in più parti nel Paese. 

Il drammatico stato dell’arte esige che si delinei una strategia complessiva e si individuino alcuni percorsi di lavoro, tutti, naturalmente ispirati all’esigenza di un pieno riconoscimento del lavoro e del ruolo del Terzo settore e di un’integrazione con le pubbliche istituzioni nella logica della sussidiarietà sancita dalla nostra Carta Costituzionale. 

A partire dal confronto sul lavoro del gruppo sono emersi in maniera più ampia gli obiettivi e le piste di lavoro per i prossimi mesi:

  • consolidamento di una identità collettiva consapevole e coesa;
  • l’intenzionalità di contribuire al dibattito pubblico in maniera incisiva sui temi rilevanti;
  • promuovere un piano di comunicazione innovativo e di impatto.

Dopo ampio dibattito l’assemblea stabilisce di istituire un comitato strategico, cooptato dal direttivo sulla base di alcune disponibilità già esplicitate, dando a questo l’incarico di elaborare un piano di lavoro per il 2026. Si è stabilito inoltre che la prossima assemblea (prevista nella seconda metà di marzo) sarà l’occasione per presentare la programmazione e discutere la piattaforma politica per la advocacy dell’associazione. 

In particolare si immagina sin da ora di poter coinvolgere un facilitatore/trice (ad es. la prof. Marianella Sclavi) a cui chiedere la partecipazione alla prossima assemblea de Il Terzo Racconto per supportare la strategia e le azioni di advocacy.

II assemblea nazionale dei soci

Dopo la pausa pranzo, l’assemblea ha ripreso i lavori alle 14.30.

Sono stati affrontati aspetti organizzativo-gestionali: 

1) Quote sociali anno 2026

Relativamente alle quote sociali per l’anno 2026, dopo ampio dibattito, l’assemblea ha stabilito all’unanimità che le quote per l’anno 2026 sono così definite:

  • 200 euro per le associazioni dal valore della produzione annua relativo all’anno fiscale precedente (2024) fino a 500.000 euro;
  • 300 euro per le associazioni dal valore della produzione annua relativo all’anno fiscale precedente (2024) tra 500.000 euro e un milione di euro;
  • 500 euro per le associazioni dal valore della produzione annua relativo all’anno fiscale precedente (2024) oltre un milione di euro.

Si è stabilito inoltre che per i soci sostenitori sarà proposto un sostegno a partire da 500 euro. 

Le quote associative dovranno essere corrisposte entro e non oltre il 31 gennaio 2026. 

II assemblea nazionale dei soci
    2) Piano di comunicazione

    Si è discussa l’opportunità di rivolgersi ad una agenzia di comunicazione che possa supportare le attività e la mission de Il Terzo Racconto sia dal punto di vista dei media sia dell’attività social e dell’elaborazione di una identità comune forte. In questo senso alcuni soci si sono impegnati ad arrivare alla prossima assemblea con preventivi e proposte da parte di agenzie di comunicazione nazionali. 
    Nelle more, i singoli soci si sono impegnati a mettere in campo e promuovere azioni per rendere ancora più visibile l’attività de Il Terzo Racconto promuovendo sui social l’Associazione e contribuendo ad ampliare i soci.

    3) Composizione degli organi sociali

    L’assemblea ha confermato il mandato all’attuale direttivo al fine di svolgere le azioni deliberate.
    L’assemblea si è chiusa alle ore 16.30. La conferma della data e del luogo della Terza Assemblea dei soci avverrà nei prossimi mesi.  

    II assemblea nazionale dei soci

    Torna in alto